Valutazione e percorso

Percorso

La fase iniziale di valutazione del paziente è sicuramente quella più delicata, perché insorgono molto spesso difficoltà nell’affidarsi, la paura che lo psicoterapeuta non sia quello giusto. Alcune persone possono essere reduci da percorsi terapeutici fallimentari e quindi portare con sè grandi ferite connesse all’idea di ricominciare.

Penso quindi, a partire dalla mia esperienza professionale, che la prima fase di accoglienza sia quella più delicata perchè andrà a toccare anche questi temi, talvolta molto complessi da affrontare per il paziente. E’ molto importante riconoscere sin da subito in questa prima fase la richiesta e i bisogni della persona, tutto ciò sarà fondamentale per andare a comprendere gli obiettivi della terapia, in altre parole, cosa davvero serve al paziente per avere una vita sana e soddisfacente. Entrando un po’ più nel dettaglio, questa prima fase di scoperta servirà a comprendere quali schemi disfunzionali la persona porta con sè e in che modo vanno a boicottare gli obiettivi sani che la persona ha per se stessa. Soprattutto sarà molto importante comprendere in che modo questi schemi si sono formati, all’interno della famiglia o all’interno del rapporto con i pari.

Questo è fondamentale perché ci dà speranza, se io ho imparato uno schema disfunzionale che non mi permette di raggiungere i miei obiettivi potrò ritrovare gli strumenti per modificare i miei schemi e aggiungerne altri al mio repertorio. La fase di conoscenza è una fase molto importante perché è proprio quella in cui si stabilisce il rapporto di alleanza terapeutica e di fiducia. In genere penso che questa prima fase non debba avere dei tempi prestabiliti ma sicuramente prevede un minimo di 4/5 colloqui di valutazione.

Al termine di questa prima fase verrà rimandata al paziente una restituzione in cui verrà fatto comprendere alla persona il suo modo di funzionare, ma soprattutto in che modo si è creata quella sua modalità di funzionamento. Questo è molto importante perché serve a normalizzare una sintomatologia che è il frutto di un’interazione specifica tra ambiente e temperamento della persona. È molto importante in questa fase, comprendere quanto il paziente si riconosca e quanto invece ci possano essere dei punti di dissonanza che possono essere compresi e valutati insieme e servono per alimentare al meglio la comunicazione tra paziente e terapeuta.

Durante la fase della restituzione l’obiettivo è quello di rimandare al paziente il tipo di terapia più consona e adatta a lui per poter creare un’alleanza di lavoro che si basi sulla condivisione di strategie ed obiettivi.